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@ Manda una mail al sito @                                   Aggiornato 15 lug 2014

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Intervento di Gherardo Ghirardini 30-08-2012

 

Pratico il Telemark ormai da 14 anni è ho assistito a gran parte della sua evoluzione in Italia. Ho cominciato con pedule di cuoio e sci da 55 mm lunghi 2,05 mt. Visti i precedenti 35 anni passati da “rigido”, posso confrontare ciò che ha determinato la diffusione dello sci alpino, dello sci nordico e dello snowboard con quello che è successo per il telemark.

 

A mio parere bisogna ragionare su almeno tre fattori determinanti:

 

1) Insegnamento

2) Attrezzatura

3) Visibilità

 

1) Sono d’accordo con l’amico Davide, credo che sia necessaria la formazione da zero di insegnanti di Telemark, che non siano per forza di cose già maestri di sci. Credo che si possa inserire, in questo contesto, una nuova figura professionale che affianchi il lavoro dei maestri di sci alpino e di snowboard nelle scuole. E questo dovrebbe essere fatto cercando di facilitarne la formazione e lasciando spazio a chi ha strumenti tecnici e didattici specifici. Lo snowboard ha le sue figure professionali distinte dai maestri di sci, così come succede in tutte le altre discipline sportive (un insegnante di Kitesurf è diverso da uno di Windsurf o di Surf) e pare una forzatura il fatto che attualmente per insegnare il Telemark si debba per forza essere maestri di sci alpino. Faccio l’esempio, forse banale, del Nordic walking: in pochissimi anni ha avuto un boom talmente potente che oggi si possono vedere camminatori con le bacchette anche nei parchi cittadini e lungo le piste ciclabili e gli istruttori di Nordic Walking si formano con dei corsi organizzati ad hoc e sono aperti a tutti. Se si vuole che il Telemark diventi una alternativa valida allo sci tradizionale bisogna creare in maniera indipendente soggetti che abbiano voglia e ovviamente interesse di fare il loro business e di attirare a sè potenziali fruitori.

 

2) Per quanto riguarda l’attrezzatura, è sempre stata un punto dolente della faccenda. Tutti quelli che si avvicinano a questa stupenda disciplina chiedono dove si trovano sci, scarponi e attacchi e soprattutto quanto costano e, una volta costatata la spesa da fare, molti di loro fanno marcia indietro. Ho in testa le difficoltà di amici e amiche, padri e madri, che volendo avviare i figli al Telemark non trovano l’attrezzatura e se la trovano, devono sostenere costi troppo alti o di chi, sciatore, vuole intraprendere questa nuova strada e si trova di fronte a spese superiori ai 500 euro da sostenere e questo determina il fatto che il Telemark continui a rimanere uno sport d’elite, solo per chi ha un bel po’ di danaro da investire in una passione e non per tutti. A mio parere il problema della reperibilità e dei costi va risolto inducendo le case produttrici a “invadere” il mercato. Come si può fare? Per esempio dicendo alle case di fornire scuole sci, noleggi, club e negozi di materiale a fronte di accordi pubblicitari (un po’ come si fa per la birra o il caffè nei bar). Va anche detto che i costruttori dovrebbero produrre attrezzature anche di fascia bassa e non solo Top di gamma. Una tavola o un paio di sci da discesa, un paio di scarponi, gli attacchi per principianti si possono acquistare con poche decine di euro mentre per il telemark questo non è possibile perché non ce ne sono sul mercato, le case non li producono.

 

3) L’eccezionale lavoro fatto dal gruppo TSE in questi anni ha messo in evidenza che la visibilità è un fattore determinante per la diffusione del Telemark. Chi non conosce non può appassionarsi e non può entrare in questa grande e splendida famiglia. Credo che sia funzionale per tutti, case produttrici, stazioni sciistiche, scuole sci e club, che il Telemark sia pubblicizzato più possibile e in questo senso penso sia necessario trovare il modo di coinvolgere media e testimonial di portata nazionale; che possano avere spazio adeguato in TV e sui giornali cercando di parlare non solo agli addetti ai lavori, ma soprattutto a chi questa disciplina non la conosce o l’ha solo sentita nominare. Penso al coinvolgimento, durante le manifestazioni che in tutto l’anno si svolgono, di giornalisti e testate, di personaggi noti, alla possibilità di affiancare le manifestazioni di Telemark ad eventi di altro tipo, culturali o sportivi significativi. Penso anche alla maggiore visibilità che deve essere assicurata alle gare e che forse bisognerebbe inventarsi una manifestazione sportiva sulla falsariga della Marcialonga o del Mezzalama o di altre iniziative di massa analoghe. Questa richiamerebbe senz’altro sponsor e media.

 

 

 

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